Miele crudo: cosa cambia davvero rispetto a quello del supermercato

Barattolo di miele crudo con favo di cera su tavolo rustico in legno — L'Isola Felice

Quando venite a trovarci in cascina, una delle domande che ci fate più spesso è questa: «Ma il vostro miele è diverso da quello che compro al supermercato?»

La risposta onesta è: dipende da cosa cercate. Se volete un prodotto dolce da mettere nel tè, no, non cambia granché. Ma se vi interessa quello che il miele fa al vostro organismo, allora sì — la differenza è sostanziale.

Cosa succede al miele industriale

Il miele che trovate nei grandi scaffali viene quasi sempre sottoposto a due processi: pastorizzazione (riscaldamento tra 70 e 80°C per rallentare la cristallizzazione) e ultrafiltrazione (per renderlo trasparente e uniforme). Nessuno di questi processi è illegale o pericoloso. Il problema è che entrambi eliminano buona parte di quello che rende il miele utile oltre che buono.

Con il calore spariscono gli enzimi — in particolare la glucosio ossidasi, che è quella che produce il perossido di idrogeno, uno dei responsabili dell’azione antibatterica del miele. Spariscono in parte anche i polifenoli, i flavonoidi e il polline. Quest’ultimo non è un dettaglio: il polline è l’unico modo per tracciare l’origine botanica e geografica del miele. Senza polline, tecnicamente non puoi sapere da dove viene.

Il miele crudo: com’è fatto e perché è diverso

Il miele crudo è semplicemente miele estratto dall’alveare, filtrato a freddo con un filtro a maglie larghe per togliere cera e residui grossolani, e invasettato. Nient’altro.

Non è detto che sia liquido. Anzi, quasi tutti i mieli crudi cristallizzano in poche settimane o mesi — il nostro di acacia tende a restare liquido più a lungo per l’alta percentuale di fruttosio, ma il millefiori e il castagno cristallizzano rapidamente. È un segnale positivo, non un difetto.

Il miele crudo conserva gli enzimi naturali (diastasi, invertasi, glucosio ossidasi), i polifenoli e i flavonoidi con azione antiossidante, il polline che permette di verificare l’origine, i propoli in tracce con proprietà antimicrobiche e un profilo aromatico molto più ricco e complesso.

Le proprietà che la ricerca conferma

Non vogliamo esagerare con le promesse — il miele non cura nulla da solo. Ma ci sono alcune proprietà che la letteratura scientifica documenta abbastanza bene.

L’azione antiossidante è quella più studiata. I polifenoli del miele — in particolare il kaempferolo, la quercetina e l’acido caffeico — neutralizzano i radicali liberi. Studi pubblicati su Journal of Food Science e Food Chemistry confermano che questa attività è significativamente superiore nel miele non trattato rispetto a quello pastorizzato.

L’azione antibatterica è un’altra storia interessante. Il miele è iperosmolare (toglie acqua ai batteri) e produce perossido di idrogeno attraverso l’enzima glucosio ossidasi. Alcune varietà — il miele di Manuka è il più famoso — contengono anche metilgliossale, un composto con attività batteriostatica documentata anche contro ceppi resistenti agli antibiotici.

Per il mal di gola e la tosse, c’è anche un’indicazione dell’OMS: il miele puro è raccomandato come lenitivo naturale per le vie respiratorie superiori nei bambini sopra l’anno di età.

Come usarlo nella pratica

Una cosa che diciamo sempre: non scaldate il miele crudo. Tè bollente, latte caldo — se lo aggiungete a temperature sopra i 40°C — vi portate via gran parte dei benefici. Aspettate che la bevanda si raffreddi un po’, oppure mangiatelo direttamente.

Il nostro miele viene tutto dall’apiario di Lombardore. Le arnie si spostano stagionalmente tra la pianura piemontese e le valli alpine per seguire la fioritura. Ogni lotto è identificato per fioritura e data di raccolta.

Se volete provarlo, trovate i nostri mieli nel negozio online oppure passate direttamente in cascina — spesso abbiamo varietà che non mettiamo sul sito perché la produzione è troppo limitata.

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